Italiane, brava gente

a pink pram on a mint-green backgrorund

La scena si svolge in un luogo pubblico frequentato prevalentemente da donne che lì passano un po’ di tempo: estetista, parrucchiere, ginecologo, negozio di biancheria intima, non importa, un posto qualunque. Io aspetto, insieme alle altre. Mi sono portata dietro il computer e cerco di lavorare. Ad un tratto succede qualcosa che provoca gridolini da parte delle altre donne, ancora non so cosa sia ma capisco presto che si tratta di gridolini di gioia e che il motivo di tanto clamore è una carrozzina con un neonato. La carrozzina viene spinta dentro il luogo pubblico da una delle donne, i giovani genitori della carrozzina seguono a distanza. Subito le donne estraggono il soggetto di tanto clamore dalla carrozzina e cominciano a passarselo, baciarlo e coccolarlo. A questo punto è doveroso aggiungere che i genitori della neonata sono due giovani nigeriani e che anche la neonata lo è e presenta quindi gli stessi caratteri somatici dei genitori: pelle scura e capelli ricci.

“Che carina!”, “Sembra un cioccolatino!”, “Un bambolotto!”, “Ah! Come la vorrei io la pelle così, proprio come piace a me!”. La neonata non può avere più di quattro settimane per cui deduco che la madre, una bella ragazza in jeans e maglietta, giovane e atletica, abbia partorito da non più di un mese. Nessuno però le chiede come sta né le rivolge la parola. Tutte le attenzioni vanno alla neonata e solo alla fine qualcuno chiede al padre “Ma di dove siete?” – “Della Nigeria, siamo nigeriani.” Prima di lasciarli andare via qualcuno sussurra al padre di ripassare l’indomani, o più tardi o dopo un paio di giorni, così gli danno un po’ di cose per la bambina. Saluti e ringraziamenti e la famigliola se ne va.

È qui che avviene il cambio d’atmosfera. La donna che più di ogni altra si era prodigata in baci e abbracci, quella che per prima aveva preso in braccio la neonata e che non l’aveva lasciata nemmeno quando il suo cellulare aveva iniziato a squillare, confida a noi tutte i suoi sentimenti: “Eh, certo se me la potessi portare a casa, me la prenderei anche adesso!” lo dice in modo così serio che per un attimo ho paura che possa realmente andare a prendersela dalla carrozzina. Un’altra donna ammiccando: “Sì, ma solo lei, mica i genitori, eh?” – “E certo – continua l’anima pia – certo che mi prenderei solo la bambina mica quelli là, me la prenderei, me la porterei a casa e me la cambierei tutta come dico io. Intanto per prima cosa me la laverei bene!” risate smorzate. Io non so più da che parte guardare. Che faccio, mi alzo e me ne vado? E poi? Rinuncio a tornare qua dopo aver cercato il luogo perfetto per costo, distanza da casa, convenienza etc etc?

Rimango seduta e fingo di essere invisibile mentre in cuor mio auguro alla piccola di crescere forte e sicura, nonostante noi anime pie.

(read in English)

One thought on “Italiane, brava gente

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s